Preghiere della domenica

Commento al Vangelo di Enzo Bianchi

XXVIII domenica del tempo ordinario

15 ottobre 2017

Custodire il patrimonio di fede e verità ricevuto dai Padri e proseguire nell’apostolato seguendo le strade nuove del presente, con gioia e misericordia, è compito della Chiesa, di cui anche noi siamo responsabili. Perché non consideriamo il ‘deposito della fede’ come qualcosa di statico ma, guidati dallo Spirito Santo, continuiamo a farlo progredire in “religioso ascolto” della Parola di Dio. Preghiamo

 La rassegnazione non è una virtù cristiana, come non è da cristiani alzare le spalle o piegare la testa davanti a un destino che ci sembra ineluttabile. Perché sappiamo essere costruttori di pace, compromettendo la nostra pace personale e facendo nostri i problemi degli altri. Preghiamo

 Il papa ha lanciato un appello per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura per l’ambiente. Perché le Istituzioni e quanti hanno responsabilità pubblica e sociale, promuovano sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione delle calamità naturali, per ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili.

 Nei prossimi giorni sono convocati negli incontri zonali, tutti i Consigli Pastorali in vista della grande Assemblea Diocesana sul tema delle Unità Pastorali. Perché il Signore ci aiuti a riconoscere i segni della sua volontà e, uniti al nostro pastore e Vescovo Beniamino, possiamo individuare insieme il cammino che permetta alla nostra Chiesa di rendersi presente nel territorio con una nuova presenza e un nuovo volto. Preghiamo…

 Venerdì si è chiuso il Centenario delle ultime apparizioni mariane a Fatima. Perché, con lo sguardo rivolto alla Madre del Signore e Regina delle Missioni, preghiamo il Santo Rosario affinché si bandiscano dal nostro cuore parole e gesti di violenza, per costruire comunità nonviolente, che si prendono cura della casa comune. Preghiamo

 Stiamo assistendo ad un aumento dell’arrivo di migranti, soprattutto minori, dalla Tunisia, come conseguenza degli accordi Italia-Libia riguardo al contrasto dell’immigrazione clandestina. Perché, consapevoli che queste persone preferiscono morire nel Mediterraneo piuttosto che ritornare al loro Paese di origine, sappiamo, come Chiesa, rimanere al fianco di questi nostri fratelli. Preghiamo