Pievebelvicino

SANTA MARIA (8 settembre)

S. Maria (8 settembre)
er sec. XIII – sm 240 – km 28 – vc Schio – ab. 1.715 (di cui non catt. 60) – fm 650
Indirizzo: Via S. Giovanni Bosco 3 – 36036 Torrebelvicino (VI) – tf 0445 661373
e-mail: pievebelvicino@parrocchia.vicenza.it
SCUOLA DELL’INFANZIA, V. S. Giuseppe, 16; tf 0445 660059.
 
 
CENNI STORICI – Il toponimo di questa comunità definisce in maniera storicamente ineccepibile il suo originale ruolo di pieve del territorio scledense. Purtroppo l’assenza di testimonianze archeologiche può creare qualche problema: infatti questa pieve, dedicata, come quasi tutte le antiche pievi vicentine a Santa Maria, è sorta in un piccolo vicus (vicinus?), di Ascledum, probabilmente in un’epoca in cui si stava già dissolvendo il patrimonio culturale dell’impero romano per l’incalzare delle popolazioni germaniche.
 
La riprova di questa indiscussa tradizione si ha nella protesta presentata a Marino Contarini, luogotenente del vescovo di Vicenza Pietro Barbo (poi papa Paolo II), il 6 aprile 1453 nei confronti di Uguccione arciprete della pieve di Santa Maria (Pievebelvicino) trasferitosi presso la chiesa di San Pietro in Schio, da parte dei parroci e dei rappresentanti laici di Magrè, Torrebelvicino e Valleogra per la sua richiesta di svolgere nella chiesa di San Pietro quella veglia pasquale che da secoli riuniva tutte le comunità del territorio presso il fonte battesimale della pieve.
 
A Pievebelvicino rimangono ancora alcuni resti di un antico castello vescovile dove trovò la morte il vescovo guerriero di Vicenza Pistore (1184-1200) nella tumultuosa evoluzione che caratterizza il passaggio dall’età feudale a quella comunale.
 
Nelle Rationes decimarum (1297-1303) è ricordata espressamente la plebs de Belvixino de Scledo (San Pietro di Schio era unita nel sec. XIII a Santa Maria di Pieve) ed era già una chiesa collegiata. L’evoluzione socio-politica di Schio nell’età tardo medioevale, moderna e contemporanea ha finito con l’eclissare l’antica pieve, con un processo analogo a quello verificatosi per la pieve di Santa Maria di Camisano.
 
Le varie ricostruzioni e i restauri, ultimo quello del sec. XVIII quando fu demolito l’atrio, cancellarono ogni traccia dell’antica chiesa. L’ultima ricostruzione (1865-1868), quella che dà alla chiesa il suo attuale aspetto, riduce lo spazio interno da tre a due navate: la chiesa, dalla pianta a croce latina, è affiancata da un campanile romanico; sotto l’atrio, ai lati dell’entrata, “due dipinti antichissimi che datano 1200” (Visita Farina); all’interno conserva stalli lignei cinquecenteschi, affreschi del 1700 e del 1800 e alcune tele dell’inizio del ‘900; due statue, Madonna con Bambino, tradizionalmente attribuita alla scuola di Luca della Robbia, e Cristo in pietà di Giorgio Lascaris (1470 circa), sono state trasferite nella nuova parrocchiale.
 
EDIFICI DI CULTO
Chiesa parrocchiale: costruita in stile moderno negli anni ‘60 su progetto dell’arch. Sergio Ortolani (benedetta il 30 agosto 1964).
Antica pieve: dopo un periodo di abbandono, seguito alla costruzione della chiesa nuova, durante il quale lo storico edificio è stato adibito a deposito di materiale vario e poi a palestra, nel 1989 è cominciata l’opera di restauro, promossa dall’arciprete don Pietro Melotto, oggi completata; ora nell’antica pieve della Val Leogra si celebrano liturgie, sono organizzate manifestazioni culturali (concerti, mostre di carattere storico, ecc.); nei giorni che precedono 18 settembre la chiesa è tornata ad essere meta di pellegrinaggi dai paesi circostanti.
 
STRUTTURE PASTORALI
Scuola materna: acquistata dalla Lanerossi nel 1978, è gestita da un comitato di genitori; nel 1982 le Suore del Cottolengo, ritirate dalla casa madre, vengono sostituite da insegnanti laiche.
Casa della Gioventù, con 15 aule per il catechismo e annesso bar parrocchiale: costruita nel 1943, costituisce il centro delle attività formative, ricreative e socio assistenziali della comunità tutta.
 
NOTA BIBLIOGRAFICA
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