Santorso

SANTA MARIA IMMACOLATA  (8 dicembre)

S. Maria Immacolata (8 dicembre)
er fine sec. XIII – sm 249 – km 27 – vc Schio – ab. 3.647 (non catt.: numero non indicato) –
fm 1.400
Indirizzo: Piazza Aldo Moro 25 – 36014 Santorso (VI) – tf 0445 640025
e-mail: santorso@parrocchia.vicenza.it
Arciprete: Dinello don Livio (2016).
Collaboratori Pastorali: Prandina don Martino (2016), residente in canonica, e
Cappellano collaboratore dell’Ospedale di Santorso (2016); Gasparin diac. Bruno (2016),
Via Padre P. Cavedon 26 – 36035 Marano Vicentino, cll 345 3597977.
Altri sacerdoti: Pace don Pierangelo (2012), Cappellano dell’Ospedale di Santorso,
Via Garziere 42, tf 0445 572257 cll 338 7542831 fax 0445 572259.
Religiose: Suore Dorotee: servizio e assistenza anziani a “Villa Miari”, con 4 religiose,
Via Lesina di Sopra, 111 – tf 0445 599737 fax 0445 599740 – info@villamiari.it.
 
 
CENNI STORICI – Il toponimo di questa comunità è legato all’antico culto verso l’omonimo santo eremita le cui reliquie, fin dal secolo XII erano venerate nella chiesetta di San Dionigi, fino a che nel 1618 non furono collocate nell’attuale chiesa a lui dedicata.
 

Ma i primi insediamenti nel territorio risalgono ad epoca ben più remota, cioè all’epoca preistorica come attestano i reperti della caverna nota come Bocca Lorenza. In età romana a Santorso sorgeva un’importante castrum, collegato direttamente con Vicenza (via del Summano, Cardo maximus) attraversato dalla strada attuale Schio – Garziere (Decumanus maximus). In età medioevale divenne successivamente possesso dei conti di Vicenza, degli Ezzelini, dei Lerici e dei Cavalli. Nel 1475 fu aperta a Santorso una delle prime tipografie del Venet pochi anni più tardi, nel 1491, una vicinia o adunanza di capifamiglia approvava gli Statuti della comunità, ormai sostanzialmente emancipata dalle ipoteche feudali e avviata a più fortunato avvenire.

L’origine della cristianità di Santorso risale certo ad epoca antica, forse anteriore al Mille. Certamente la sua chiesa era parrocchiale nel sec. XIII, perché le Rationes decimarum nel 1297 ricordano il nome di certo Alberto presbyter ecclesiae de Sancto Ursio e nel 1303 quello del suo successore Tìpius. Essa fu ampliata nel 1461 e fu consacrata nel 1583. L’attuale risale agli anni 1834-39: essa fu realizzata su progetto dell’arch. Baguti in stile neoclassico; fu consacrata il 3 ottobre 1840. Negli anni ‘30 di questo secolo fu costruita la gradinata di accesso alla chiesa su progetto dell’ing. Vincenzo Bonato ed è sorto l’agile campanile. Altre strutture parrocchiali, quali il ricreatorio e la casa della dottrina cristiana furono realizzate negli stessi anni.

EDIFICI DI CULTO
Chiesa parrocchiale: costruita nella prima metà del secolo su progetto dell’arch. Baguti in stile neoclassico (+ 3 ottobre 1840).

Altre chiese:
Santa Maria del Summano
le cui origini non sono certamente cosi remote come vorrebbe la nostra nota leggenda di San Prosdocimo. Esisteva già all’inizio del secolo XIV, ma rimase in uno stato di decadenza fino al 1452 quando fu affidata agli eremiti Gerolimini del beato Pietro da Pisa. Nel suo testamento del 4 novembre 1486 una testatrice lasciava del denaro “pro reparatione fabrice dicti loci nuper combusti”. Fu ricostruita intorno all’anno 1500 in forma assai più ampia della precedente e fu consacrata il 30 maggio 1516. Soppresso il convento dei Gerolimini (26 gennaio 1774), la venerata immagine della Vergine fu ceduta alla comunità di Santorso dalla moglie del nob. Pietro Priuli che aveva ereditato dai nobili Nogarola il diritto di patronato sul santuario. Il 19 maggio 1777 fu trasportata nella chiesa dedicata a Sant’Orso dove la pietà del popolo “eresse dai fondamenti una cappella e altare di marmo per collocarvi la suddetta imagine” (6 luglio 1783). L’attuale santuario del Summano fu costruito negli anni 1893-1896.
Sant’Orso, già esistente nel sec. XIII e, almeno fin dal sec. XV, dotata di un cimitero proprio. Vi si conserva un’arca che contiene il corpo di Sant’Orso ivi traslato nel 1618. L’attuale santuario fu costruito nel triennio 1849-1852, su disegno di Ottone Calderari.
San Carlo, già della famiglia Vitella.
Spirito Santo, costruita nel sec. XVII.
Santi Leonardo e Anna, alle Garziere, costruita nel 1715 dai nobili Di Thiene, con una mansioneria istituita nel 1828.
San Dionigi, dove fu primieramente sepolto il corpo di Sant’Orso. Se ne ha documentata memoria fin dal sec. XII, ma è certamente anteriore a detta epoca.
San Michele, documentata fin dal sec. XIII, aveva annesso un ospedale retto da una confraternita dei Battuti. ll 24 febbraio 1425 una testatrice lasciava mestellum vini.., ospitali ville Sancti Ursii e il 6 marzo 1492 una certa Carmela fu Francesco Fabris lasciava erede universale dei suoi beni l’hospitale Sancti Michaelis de Santuario.

Oratori semipubblici sacramentali: annessi al Centro medico sociale e alla Scuola materna.

Oratorio privato: annesso a Villa Rossi.

STRUTTURE PASTORALI
Centro giovanile con 15 locali, sala cinema e palestra; Campo sportivo con spogliatoi;
Colonia montana; Baita “Genzianella” sul Summano; Oratorio vecchio con 10 aule;
Scuola materna “San Giuseppe”.

NOTA BIBLIOGRAFICA
Aa.Vv., Cinquecento anni dalla introduzione della stampa a Santorso e a Vicenza (1474-1974), Vicenza, Biblioteca Bertoliana – Biblioteca Civica di Schio – Comune di Santorso 1974Aa.Vv., Maggio a Santorso 1976: arte; tradizione, storia, attualità. N. 4, Santorso 1976 (Seghe di Velo, Grafiche Rossi)
Aa.Vv., Monte Summano. Storia, arte, tradizioni, Schio, Edizioni Ascledum 1977
F. CUMAN-T. PIROCCA, Capitelli a Santorso. Saggio sulla pietà popotare nell’Alto Vicentino, Presentazione di G. Mantese, Schio, Edizioni Ascledum 1976
M. DE RUITZ-A. KOZLOVIC-T. PIROCCA, Appunti su Santorso Romana, Santorso, Biblioteca Civica 1978
E. GHIOTTO, A Santorso nacquero i tipografi vicentini, “Vicenza. Rivista della Provincia”, VIII (1966), n.5, p. 11
G. MANTESE, Gli Statuti comunali di Santorso approvati nella vicinìa del 1491, “La Voce dei Berici” (a. XXII, n. 20), 14 maggio 1967
G. MANTESE, La cappella dei SS. Leonardo e Anna alle Garziere di Santorso, lbidem (a. XXII, n. 22), 28 maggio 1967
G. MANTESE, Tra leggenda e storia. Già nota nel secolo XVI la storia “meravigliosa” del Summano, lbidem (a. XXII, n. 38), 6 agosto 1967
G. MANTESE, Ancora sul santuario del Summano. Relazione ufficiale di una penosa disgrazia del 1667, lbidem (a. XXII, n. 34), 27 agosto 1967
G. MANTESE, Vita religiosa a Santorso nel Seicento, “Maggio a Santoso” 1975, Seghe di Velo, Grafiche Rossi 1975, pp. 93-96
P. MARCHI, La chiesa di San Dionigi in Santorso, “Vicenza. Rivista della Provincia”, a. XI (1969), n. 3, p. 29
T. PIR0CCA, La chiesa di San Vito in Santorso, in Aa.Vv., “Maggio a Santorso 1974”, Seghe di Velo, Grafiche Rossi 1974
R. ZANELLA (a cura di -), Monte Summano. Grandi e piccole storie (1893-199 1), Schio, Ascledum 1991
5. ZORDAN (a cura di -), Salzana-Corte Longobarda. Santorso San Prosdocimo – Santa Maria del Summano, Santorso 1983
Periodici: “Maggio a Santorso” (N.U. annuale).